L’ Autunno porta con sè la fisiologica perdita dei capelli. In questa stagione, infatti, si paga lo scotto dell’esposizione solare estiva. In quasi tutti gli individui, l’esposizione ai raggi UV porta i bulbi piliferi in fase di caduta. Si aggiunga che il ciclo del capello è sincronizzato con le variazioni stagionali: così come in primavera aumenta la crescita per proteggere meglio la cute della testa durante l’estate, in autunno, periodo dal quale cui il sole è sempre meno forte, la quantità di capelli in eccesso viene eliminata. Quindi è assolutamente nella norma il fatto che in autunno la quantità di capelli persi giornalmente raddoppi, passando dai 50-60 fino a circa 100 capelli al giorno.
Non esistono comunque regole precise… valide per tutti.
Scrive la Dottoressa Pucci Romano, dermatologa e presidente Skineco «Non c’è una vera e propria regola. Alcune persone a cui i capelli crescono molto lunghi, spesso li ricambiano ogni due anni, piuttosto che una volta l’anno. Così come ci sono casi in cui la caduta e il ricambio fisiologico si verifica due o anche tre volte nello stesso anno». E’ evidente, quindi, che la caduta dei capelli, in linea generale, non deve preoccupare, facendo comunque attenzione a determinate situazioni.
La dottoressa Pucci Romano precisa “Generalmente ci si rende conto che la quotidiana perdita non rientra nelle normalità quando i capelli sul cuscino o sul pettine sono decisamente troppi e la situazione dura da troppo tempo. La caduta stagionale di solito si esaurisce a gennaio. Non è un caso che il 21 del mese ricorra la festività di Sant’Agnese che è considerata la protettrice dei capelli”. Certo è che con il passare degli anni, stress e tensioni, inquinamento, abitudini alimentari scorrette e reiterate nel tempo, interventi, anestesie e mutazioni ormonali, influiscono in maniera sostanziale sulla salute dei capelli. E nella donna over 40, quando i capelli divengono più radi, meno corposi e lucidi, il mutamento dell’immagine crea un ulteriore disagio psicologico alla donna.
“Col passare degli anni non solo la pelle, ma anche i capelli sono soggetti a invecchiamento. Si assiste ad alterazioni ricollegabili a fattori ormonali, neurovegetativi e psichici che si verificano e che influenzano la normale attività delle ghiandole sebacee e sudoripare: la loro funzione secretoria si altera e a volte aumenta a volte si riduce. La vitalità del follicolo pilifero viene minata dal processo di senescenza: i capelli non solo s’imbiancano ma diminuiscono anche sensibilmente poiché il ricambio fisiologico non è più assicurato”, precisa la dottoressa Pucci Romano e continua: «Comunemente si tende a credere che la quantità di capelli che cadono sia il principale parametro per valutare la salute della capigliatura.
In realtà ciò che conta è la qualità della ricrescita. Se la capigliatura mantiene una massa e una qualità pressoché costanti nel tempo, non bisogna preoccuparsi della quantità di capelli che vediamo cadere, perché quelli persi vengono rimpiazzati dai nuovi. Se ciò non accade significa che c’è un problema di salute del capello».
Rimaniamo alla fisiologica caduta autunnale e vediamo come rinforzare i capelli… e non solo quelli… in maniera naturale.

Parliamo di SILICIO

“… un prodotto a base di silicio è fondamentale per consolidare, rafforzare e aiutare la ricrescita di capelli e unghie, soprattutto se fini e sensibili ai cambi stagionali. Sullo spessore non garantirei, poiché la caratteristica strutturale del capello è genetica. Aumentarne la quantità e quindi il volume si, sempre che non intervengano problematiche diverse tipo sebo o uso aggressivo di agenti ossidanti.” scrive Renato Raimo,Farmacista perfezionato in Fitoterapia, Fitopreparatore. (https://www.saperesalute.it/capelli-fini-e-integratore-a-base-di-silicio).
“Dopo l’ossigeno il silicio (SI) è il più abbondante elemento presente sulla crosta terrestre (27.2%), ma anche in molti tessuti del corpo umano è abbondante e soprattutto nella pelle, nelle unghie, nei capelli e nelle ossa. Non ancora ben conosciuta la sua funzione nelle cellule di questi organi ma si sa da numerosi studi che la sua mancanza è alla base di alcuni disturbi importanti come la riduzione della formazione di collagene nella pelle o l’alterazione della struttura della cheratina dei capelli e della pelle. Si è visto anche, però, che la mancanza di silicio può causare l’aterosclerosi (soprattutto dell’aorta) o addirittura essere alla base del morbo di Alzheimer. La maggior fonte di silicio per l ‘uomo è la dieta: bisognerebbe assumere dai 20 ai 50 mg al giorno . Ma non è sempre facile, la maggior quantità di silicio si trova nei cereali (grano, avena, orzo) e in alcune parti del riso,  nella banana, nei fagioli e nelle patate. La birra contiene una buona quantità silicio, così come alcuni tipi di acqua minerale. La carne invece ne contiene pochissimo. Il problema però è la sua bio disponibilità; molto spesso non viene assorbito dal tratto gastro intestinale, ed eliminato in grande quantità con le urine. Per questo è utile prevedere una dieta con cibi comunque ricchi di SI, o ciclicamente arricchirla con integratori (ben scelti!!).” Parole queste,chiare ed inequivocabili, del Dott. Fabio Rinaldi, Specialista in dermatologia e venereologia. (http://www2.radio24.ilsole24ore.com/blog2/carbone/)
“La pelle è il nostro più grande organo di protezione. Il collagene rappresenta fino al 75% del peso del derma ed è responsabile per la resilienza e l’elasticità della pelle. Il collagene, che è in gran parte costituito da silice, è il collante che ci tiene insieme. I nostri tessuti connettivi sono costituiti da collagene, elastina, mucopolisaccaridi e carboidrati che aiutano a trattenere l’umidità. Questo mantiene il tessuto connettivo resiliente ed ha apparente importanza nella prevenzione dell’invecchiamento precoce. Alcuni studi dimostrano che, senza una adeguata quantità di silicio organico, il corpo non può mantenere l’elasticità ottimale di pelle, capelli, unghie, denti e gengive. I livelli di silicio diminuiscono con l’età e, pertanto, questo elemento può essere necessario in quantità maggiori soprattutto per gli anziani. Scienziati e ricercatori hanno a lungo ipotizzato che l’Alzheimer sia legato ad un accumulo di alluminio nel cervello e collegamenti tra alluminio nell’acqua potabile e l’Alzheimer sono effettivamente reali. Un fattore trascurato è il fatto che la silice organica riduce l’accumulo di alluminio. Quando viene aggiunta nelle forniture di acqua contaminata con alluminio, viene evidenziato che l’assorbimento dello stesso è molto inferiore rispetto a prima. Inoltre il silicio causa l’aumento della concentrazione di alluminio nelle urine e il conseguente sensibile abbassamento dei livelli di alluminio in cervello, fegato, ossa, milza e reni. Di conseguenza, la silice può essere importante nel sostenere la salute neurologica. Ancora, il silicio può ostacolare gli effetti delle malattie coronariche fortificando i vasi sanguigni. Si è visto che, con l’età, la silice scompare dalla parete dell’aorta, indebolendo così il tessuto connettivo e portando un conseguente maggiore rischio cardiaco. La silice organica aiuta anche nella riparazione e manutenzione dei tessuti polmonari vitali e li difende dall’inquinamento.  Il silicio è solubile in acqua, quindi facile da assorbire attraverso la parete intestinale. Non si accumula nel corpo, anche se la quantità supplementare assunta è abbondante. Non sono stati evidenziati effetti collaterali negativi da eccesso di silice organica. Queste caratteristiche lo rendono uno dei minerali più importanti utilizzati nella terapia complementare o medicina alternativa. (https://www.macrolibrarsi.it/speciali/il-silicio-organico.php – di Margherita Gradassi, laurea in ISF università di Farmacia,Naturopata, con specializzazione in Iridologia Naturopatica e psicosomatica, Floriterapia di Bach e Australiana).

Iniziamo con una buona alimentazione, ricca di SILICIO

In sintesi, gli alimenti che maggiormente contengono silicio sono:
Segale: 600 mg per 100 g; Miglio: 500 mg per 100 g; Patate: 200 mg per 100 g; Orzo: 230 mg per 100 g; Grano: 160 mg per 100 g; Cipolla e aglio: 100 – 180 mg per 100 g; Topinambur: 36 mg per 100 g.
Inoltre il Silicio è contenuto, in quantità inferiore, anche nell’acqua potabile in circa 6,8 mg/litro (si trovano acque speciali che contengono fino a 60 mg/litro), nelle fibre vegetali, nel riso integrale, nei frutti di mare, nel peperoncino, nella soia, negli asparagi, nelle verdure a foglia verde e nelle bietole e addirittura nella birra che è ricavata dall’orzo, alimento ricco in Silicio.(https://www.curenaturali.it/articoli/alimentazione/nutrizione/alimenti-ricchi-di-silicio.html)

E, suggerirei, proprio in questa stagione, una BUONA supplementazione di silicio, benefica sia per pelle ed annessi (capelli e unghie), sia per il benessere psicofisico in generale.
BUONA…. rivolgiamoci sempre a professionisti del settore e farmacisti ,che possano indirizzare su prodotti di approvata validità scientifica.

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