Amici di Cieloacquaterra, eccoci al secondo appuntamento estivo del nostro viaggio dalla Natura al Corpo.
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E si alza il sipario sulla CAROTA!
“Le carote affettate somigliano all’occhio. Si possono evidenziare pupilla ed iride.”
Leggenda o Scienza??
Le carote sono tra gli ortaggi più comuni e consumati al mondo. Ne esistono di diverse varietà e colori, ma tutte hanno in comune la consistenza gustosa e croccante, l’ottimo sapore e il grande apporto nutritivo.
Sono le vitamine, in particolare, a rendere la carota un alimento così famoso e conosciuto. È proprio per l’apporto di vitamine che questi ortaggi sono considerati eccellenti per la salute degli occhi (ma non solo!)
La carota è un alimento completo, che combina un basso apporto calorico con un elevato valore nutritivo, soprattutto per il suo apporto di antiossidanti.
• Le carote contengono diverse vitamine, in particolare: vitamina A, vitamina E e vitamina K.
• Le vitamine A e E sono ricche di proprietà antiossidanti. I radicali liberi sono protetti da questi antiossidanti, prevenendo l’invecchiamento precoce e minimizzando l’azione del tempo su tutti gli organi, compresi gli occhi. Aiutano a mantenere in buono stato la struttura ossea e, in generale, aggiungono un fattore protettivo per tutte le malattie legate all’età.
•Inoltre, la vitamina E svolge un ruolo positivo nelle funzioni autoimmuni del corpo e nei processi metabolici.
• La vitamina K, presente in quantità significative nelle carote, è fondamentale per una corretta coagulazione del sangue e per mantenere la salute delle ossa nelle persone anziane.
• Hanno anche elevate quantità di beta-carotene, un pigmento che viene trasformato in vitamina A all’interno del nostro corpo.
• Sono una fonte importante di carboidrati.
• Forniscono altri nutrienti molto preziosi per il nostro organismo come fosforo, magnesio o manganese ,che favoriscono la buona salute del sistema cardiovascolare e nervoso, oltre a mantenere l’equilibrio dei liquidi elettrolitici.
Se vi state domandando “Ma come le carote aiutano la vista?”, di seguito qualche spunto scientifico.
Proprietà antiossidanti
“Le carote sono ricche di antiossidanti come beta-carotene, luteina e zeaxantina. Questi antiossidanti svolgono un ruolo cruciale nella protezione degli occhi neutralizzando i radicali liberi dannosi che possono causare stress e danneggiare i tessuti oculari… Lo stress ossidativo contribuisce in modo significativo alla degenerazione maculare legata all’età (AMD) e alla cataratta, due delle principali cause di perdita della vista.”
“Le carote fanno bene agli occhi. Lo sapevano le nostre nonne e lo hanno confermato recentemente, con tanto di dettagli molecolari, i ricercatori guidati da Joanne Wu che si occupa di epidemiologia della nutrizione alla Harvard school of public health di Boston, negli Stati Uniti.
«In genere dico ai miei pazienti di mangiare frutta e verdura, alimenti importanti per la salute degli occhi e questo studio conferma che ciò è corretto» dice Paul Bernstein, professore di oftalmologia alla Università dello Utah di Salt Lake City, commentando i risultati da poco pubblicati sulla rivista Jama ophtalmology.
Nel loro studio, i ricercatori statunitensi hanno preso in considerazione i dati relativi a oltre 100mila persone (63mila donne e 39mila uomini) over-50 seguite per un periodo di ben 25 anni alla ricerca di associazioni tra l’assunzione di carotenoidi e degenerazione maculare legata all’età, una patologia della vista che rappresenta la principale causa di cecità nei paesi sviluppati.
«Il consumo di alimenti ricchi di luteina e zeaxantina, carotenoidi contenuti in vegetali come carote e spinaci, potrebbe avere un effetto protettivo contro la degenerazione maculare» dice Wu, precisando che queste sostanze si accumulano nella retina proprio a livello della macula e potrebbero proteggerla assorbendo la luce blu, tenendo a bada i radicali liberi e stabilizzando le membrane cellulari.
E i risultati della ricerca confermano la correttezza dell’ipotesi iniziale. Tra le persone coinvolte nello studio, quelle che consumavano la più alta quantità di luteina e zeaxantina con l’alimentazione avevano un rischio del 40% inferiore di sviluppare degenerazione maculare legata all’età rispetto a quelle che ne consumavano le quantità più basse.
«Anche altri carotenoidi contenuti negli stessi vegetali potrebbero avere un effetto protettivo per la vista» aggiunge la ricercatrice ricordando che lo studio non dimostra un rapporto causa-effetto, ma solo un’associazione tra consumo di alimenti ricchi in luteina e zeaxantina e degenerazione maculare.
«In alcuni casi i supplementi esterni potrebbero aiutare ad aumentare le dosi di carotenoidi assunte, ma l’ideale è optare per una dieta ricca in frutta e verdura, soprattutto quella colorata» afferma Bernstein, spiegando che tra gli alimenti più ricchi di queste preziose sostanze ci sono carote e peperoni rossi, ma anche verdure a foglia verde come spinaci, cavoli, broccoli.”
“La cataratta, un annebbiamento del cristallino dell’occhio, è una causa comune di disturbi della vista, soprattutto negli anziani. Grazie al loro alto contenuto di antiossidanti, le carote possono aiutare a ridurre il rischio di cataratta. Gli antiossidanti contenuti nelle carote, in particolare il beta-carotene, aiutano a proteggere il cristallino dal danno ossidativo. Gli studi hanno dimostrato che una dieta ricca di antiossidanti può ridurre significativamente il rischio di sviluppare la cataratta. Pertanto, incorporare le carote nella dieta può essere una misura proattiva per mantenere una vista chiara mentre si invecchia.”
Ricca fonte di vitamina A
“Le carote sono ben note per il loro alto contenuto di vitamina A, un nutriente fondamentale per la salute degli occhi. La vitamina A è una vitamina liposolubile che svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della cornea, lo strato più esterno dell’occhio. Senza un’adeguata vitamina A, potresti soffrire di xeroftalmia, una condizione caratterizzata da occhi asciutti, ulcere corneali e persino cecità.
La vitamina A nelle carote è principalmente sotto forma di beta-carotene, un tipo di carotenoide. Quando consumi carote, il tuo corpo converte il beta-carotene in retinolo, una forma attiva di vitamina A. Questo retinolo è vitale per la produzione di rodopsina, un pigmento nella retina che ti aiuta a vedere in condizioni di scarsa illuminazione.“
“Dottor Ferrari, le carote sono realmente importanti per la vista?”
” La vista è, prima di tutto, il risultato di un perfetto lavoro di sincronia tra speciali cellule nervose contenute all’interno della retina: i coni e i bastoncelli. Queste cellule captano la luce e la trasmettono sotto forma di impulsi nervosi al cervello che poi li converte in immagini.
A catturare i raggi luminosi sono delle particolari molecole presenti nei coni e nei bastoncelli. La più diffusa è la Rodopsina, costituita da una parte proteica e da un pigmento sensibile alla luce derivante dalla vitamina A.
La vitamina A può essere assunta solo con la dieta, da fonti animali (come il tuolo d’uovo e il fegato) oppure da fonti vegetali sotto forma di provitamine, ovvero di precursori che vengono poi trasformati in vitamina A. Questi precursori sono i carotenoidi, presenti nella frutta e nella verdura di colore arancione o verde scuro.
Le carote sono tra i vegetali maggiormente ricchi di carotenoidi, in particolare di Beta-carotene. Consumandole regolarmente, due o tre volte la settimana, si garantisce un buon apporto di Beta-carotene e quindi di vitamina A. Una carenza di vitamina A può dare luogo invece a disturbi della vista, in particolare a cecità notturna, e comportare una maggiore predisposizione dei tessuti alle infezioni.
Inoltre il Beta-carotene, assieme alla vitamina C contenuta anch’essa nelle carote, svolge un’importante azione antiossidante, preservando la salute degli occhi e quindi la vista. In particolare agisce da coadiuvante nella prevenzione della degenerazione maculare della retina, tra le principali cause di cecità senile.
Ma quando mangiamo le carote assumiamo anche le vitamine B, PP, D, E, sali minerali e amidi, un aiuto prezioso per aumentare le difese immunitarie e la resistenza alle malattie infettive. “
(Stefano Ferrari, Responsabile della Ricerca di Fondazione Banca degli Occhi)
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