Amici di Cieloacquaterra, siamo arrivati all’ultimo capitolo, di questa carrellata di prodotti/ integratori atti a favorire un buon sonno.
E parliamo oggi di COME LA NATURA CI VIENE IN SOCCORSO NELL’INSONNIA e nei disagi che ne sono alla base e che essa, a catena, causa.
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FITOTERAPICI

VALERIANA
“La valeriana è una pianta perenne che cresce selvatica nelle praterie del Nord America, dell’Asia e dell’Europa. La radice secca della pianta contiene valepotriati, che possono avere effetti calmanti. La radice di valeriana in polvere è disponibile sotto forma di capsule, compresse e tisane.
La valeriana viene assunta principalmente come sedativo e ausilio nel favorire il sonno, soprattutto in alcune zone dell’Europa.
Alcuni assumono la valeriana per contrastare cefalea, depressione, sintomi della menopausa, sindrome premestruale, battito cardiaco irregolare e tremore. È solitamente utilizzata per brevi periodi di tempo (da 2 a 6 settimane).
Alcuni studi hanno indicato che la valeriana migliora la qualità del sonno e diminuisce la quantità del tempo necessario ad addormentarsi. Ad esempio, in uno studio, le donne in menopausa con difficoltà a dormire avevano una migliore qualità del sonno quando assumevano la valeriana. Tuttavia, non è ancora provato se la valeriana sia efficace per l’insonnia.
Non esistono prove scientifiche sufficienti per stabilire se la valeriana sia efficace per cefalea, depressione, battito cardiaco irregolare e tremori. Attualmente, vi è interesse nello studio della valeriana per trattare il disturbo ossessivo-compulsivo e uno studio suggerisce che la valeriana abbia alcuni effetti che contrastano le tendenze ossessivo-compulsivo.
Alcuni studi indicano che è generalmente sicuro somministrare la valeriana alle dosi abituali. Non deve essere assunta durante la guida o in attività che richiedono attenzione.
Gli effetti collaterali della valeriana comprendono cefalea, disturbi gastrici, disturbi cardiaci e persino insonnia in alcuni soggetti. Alcune persone avvertono sonnolenza la mattina dopo aver assunto la valeriana, soprattutto a dosi più elevate.
I sintomi da astinenza associati all’uso a lungo termine includevano tachicardia, irritabilità e ansia. Si è verificata tossicità epatica.
La valeriana può prolungare l’effetto di altri sedativi (come i barbiturici), di depressivi del sistema nervoso centrale (come le benzodiazepine), di integratori sedativi (come la kava o la melatonina) o di alcol quando viene assunta insieme a loro e influisce sulla guida o su altre attività che richiedono attenzione.
Le evidenze sul fatto che la valeriana possa essere o meno utile per i problemi di sonno sono incoerenti, ma a causa dei limitati effetti collaterali e dei possibili benefici, potrebbe valere la pena provarla per le persone che desiderano migliorare la qualità del sonno. Deve essere interrotta 2 settimane prima di un intervento a causa della possibile ulteriore sedazione, se somministrata con anestetici.
La valeriana è generalmente considerata sicura per la maggior parte delle persone. Tuttavia, le donne in gravidanza o in allattamento al seno e i bambini di età inferiore ai 3 anni non devono assumere valeriana.”
Ho riportato fedelmente quanto scrive Laura Shane-McWhorter, PharmD, University of Utah College of Pharmacy -Revisionato/Rivisto mar 2024 su msdmanuals per poter focalizzare l’attenzione sul fatto che, anche la valeriana, che ha un uso diffusissimo, specialmente nel “fai-da-te“, potrebbe dare effetti non graditi e che, soprattutto, non deve essere assunta in particolari momenti/situazioni della vita (cosa ben difficilmente detta).
Mediamente comunque, se assunta correttamente e per non lunghi periodi, salvo per coloro ne siano allergici o intolleranti, la valeriana è un prodotto naturale ben tollerato. Personalmente, in casi di insonnia difficile, non ho riscontrato grande efficacia ma, ripeto, casi di insonnia difficile. “La valeriana, grazie alle sue proprietà calmanti, è utilizzata diffusamente in caso di stati di agitazione e come sedativo nei disturbi del sonno perché in grado di ridurre il tempo necessario ad addormentarsi e migliora la qualità del sonno” si legge su Humanitas.it. Effettivamente, utilizzata per calmare atti di agitazione trova buone applicazioni e risultati e, dunque, laddove il disturbo del sonno sia originato da stai di agitazione, la valeriana si rivela rimedio risolutivo, magari in mix con altri fitoterapici.
PASSIFLORA
“La passiflora è il nome comune di Passiflora incarnata, pianta rampicante americana.
Diverse sono le proprietà che vengono attribuite ai prodotti a base di passiflora, sebbene molte siano ancora da confermare dal punto di vista scientifico. In particolare gli estratti di questa pianta vengono inseriti come ingrediente in diversi integratori per le loro capacità di agire contro l’insonnia, contro l’ansia, contro il nervosismo (ha proprietà sedative del sistema nervoso centrale) e per alleviare diversi disturbi a carico del sistema gastrointestinale (ha proprietà antispastiche sulla muscolatura liscia). La passiflora viene anche utilizzata per alleviare condizioni come palpitazioni, battito cardiaco irregolare e ipertensione arteriosa.
Altri usi della passiflora riguardano la sua capacità di intervenire positivamente su condizioni anche molto differenti tra loro tra cui convulsioni, asma, sintomi della menopausa, disturbo da deficit di attenzione-iperattività (ADHD), irritabilità, fibromialgia, sintomatologie dolorose. Infine preparati topici a base di passiflora possono essere applicati localmente contro emorroidi, ustioni, dolore e gonfiore dovuti a infiammazioni.
L’uso di prodotti a base di passiflora è generalmente considerato sicuro. Gli effetti avversi più comunemente riscontrati sono vertigini e confusione. Effetti collaterali meno comuni riguardano disturbi nella coordinazione muscolare, alterazione della coscienza e infiammazione dei vasi sanguigni. Particolare attenzione deve essere posta in caso di contemporanea assunzione di farmaci sedativi, poiché la passiflora può aumentare il rischio di eccessiva sonnolenza. In gravidanza è controindicato l’uso della passiflora, poiché può provocare contrazioni uterine. Durante l’allattamento è bene astenersi dall’uso di questa sostanza, poiché non sono ancora del tutto noti gli eventuali rischi cui si potrebbe andare incontro.
Poiché la passiflora può avere effetti sedativi sul sistema nervoso centrale, potrebbe aumentare gli effetti dell’anestesia e di altri farmaci: in caso di un intervento chirurgico programmato, è consigliabile interrompere l’assunzione di passiflora almeno due settimane prima. ” Nuovamente opinione favorevole da Humanitas.it sempre, naturalmente, con la dovuta attenzione.
Indubbiamente la passiflora lavora molto bene su ansia, agitazione palpitazioni da queste generate (io associo anche specifici oligoelementi che possono coadiuvare molto positivamente i fitoterapici) così come su spasmi del tratto gastro-intestinale su base ansiogena. Quindi, come detto per la valeriana, quando il disturbo del sonno sia su base stress, e ripeto, non in caso di insonnia difficile, la passiflora è di grande sollievo
nell’addormentamento e, nel sonno senza risvegli. chiaro un buon sonno promette giornata di minor stanchezza e tensione e cosi si innesca il circolo vizioso, ma in positivo!!!!
ESCOLZIA (o PAPAVERO DELLA CALIFORNIA)
L’escolzia è una pianta erbacea perenne che appartiene alla famiglia delle Papaveraceae, originaria di California, Arizona, Oregon e Messico, dove cresce soprattutto nelle dune costiere.
La pianta presenta foglie alterne e fiori composti da quattro petali liberi, che possono essere bianchi, gialli, arancio o anche rossi. Il frutto è un baccello che contiene numerosi semi di piccole dimensioni.
L’escolzia contiene principalmente alcaloidi, oltre a flavonoidi e carotenoidi. Tra gli alcaloidi dell’escolzia troviamo Glaucina, Protopina, Criptopina, Chelidonina, Berberina, Escholtzina, Sanguinarina.
Le proprietà della pianta sono attribuite in ogni caso al fitocomplesso, cioè all’insieme dei costituenti presenti nell’escolzia, non solo a uno o più alcaloidi.
L’insieme dei composti presenti nell’escolzia hanno proprietà sedative, analgesiche, antitussive, antimicrobiche, spasmolitiche, colagoghe e coleretiche, antinfiammatorie, ipotensive.
Vediamola nell’applicazione sedativa e qualità del sonno.
Alcune sostanze presenti nell’escolzia hanno azione sedativa e ipnoinducente agendo come blandi narcotici e riducendo l’attività cardiaca e la pressione sanguigna.
Usata per periodi lunghi, l’escolzia può ridurre il tempo necessario per addormentarsi, ridurre i risvegli notturni e migliorare la qualità del sonno.
A questo scopo si assumono le preparazioni a base di escolzia prima di andare a dormire o per riprendere il sonno in caso di risvegli anticipati.
Oltre a infuso o tintura madre, in commercio esistono integratori a base di questa pianta anche associati ad altri rimedi, come nel caso dei prodotti a base di escolzia e melatonina, o altri fitoterapici e probiotici.
L’escolzia è anche un ansiolitico naturale e, per questo, viene consigliata anche per calmare stati d’ansia, agitazione e nervosismo che possono ostacolare il sonno e il riposo. L’uso dell’escolzia è considerato sicuro e non sono noti effetti collaterali rilevanti. ovviamente non in caso di allergie e, per mancanza di dati, in gravidanza, allattamento e in età pediatrica.
Da porre attenzione all’’uso prolungato nelle persone anziane e in associazione ad altri rimedi sedativi, farmaci ansiolitici e antidepressivi( onde evitare un sommarsi di effetti).
Parlando di integratori aventi tra i componenti anche l’escolzia, personalmente risultati eccellenti ho riscontrato con l’utilizzo di Psicobrain di Bromatech.
Psicobrain è un integratore alimentare utile per favorire il benessere del sistema nervoso, contribuendo ad apportare benefici in caso di disturbi dell’umore e del sonno, ma anche in caso di stress ed ansia, grazie alla presenza di Escolzia. La sua composizione è arricchita di fermenti lattici che favoriscono l’equilibrio della flora batterica e di Vitamina C, utile come antiossidante, capace di supportare anche il sistema nervoso.
Contiene inoltre L-teanina. .”La teanina è un aminoacido presente nel tè verde. Fra gli usi proposti della teanina è incluso il trattamento dell’ansia e dell’ipertensione. Inoltre la sua assunzione viene proposta nella prevenzione della malattia di Alzheimer e per rendere più efficaci alcuni farmaci ,contro il cancro. Al momento però, le prove dell’efficacia dell’assunzione di teanina a questi scopi sono considerate insufficienti.
L’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) non ha approvato i claim proposti secondo cui la teanina potrebbe aiutare a migliorare le capacità cognitive, la concentrazione e l’attenzione, a mantenere uno stato di rilassamento ottimale, a supportare il rilassamento (anche senza causare sonnolenza) e a mantenere un sonno salutare, ad alleviare lo stress (anche quello fisico) e a mantenere un benessere fisico e psicologico ottimale. Inoltre l’Efsa non ha approvato i claim secondo cui la teanina eserciterebbe un effetto neuroprotettivo, agirebbe come un antagonista della caffeina e sarebbe d’aiuto a chi pratica sport.”.
Premesso quanto su Humanitas.it, ribadisco che il mix presente in Psicobrain risulta veramente efficace, anche laddove fitoterapia e magnesio, non son stati sufficienti.
Peraltro, associato ad altro probiotico sempre di Bromatech, Serobioma, che va a stimolare la serotonina, il risultato risulta davvero positivo.
Asse intestino-cervello… che meraviglioso e complesso funzionamento!
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