Cari amici di Cieloacquaterra, si avvicinano le giornate dell’anno più cariche di emozioni, sia per i più piccini, sia per quelli che, invece, piccini lo sono stati tempo fa.
Potrebbero affiorare ricordi tristi, lo sappiamo.  Invece voglio guardare con Voi a questi giornate, e a tutte le giornate della vita, con OTTIMISMO.

“È meglio accendere una piccola candela che maledire l’oscurità.”

Così scriveva Confucio… “Cuor contento,il ciel l’aiuta” è un vecchio motto, conosciuto da tutti.
Queste frasi non venivano certo dalla scienza, ma da una filosofia profonda e dalla saggezza popolare.

E oggi la scienza le conferma, vedendo nella “positività” un toccasana per la nostra salute.
“La positività è terapeutica… L’ultimo in termini di tempo uno studio dell’università dell’Illinois che ha mostrato come la salute cardiovascolare sia migliore negli ottimisti. Questi ultimi mostravano valori migliori nei parametri presi in considerazione (pressione, massa corporea, glucosio e colesterolo). Vedere le cose in modo positivo, inoltre, fa bene all’umore…
Il cervello e il sistema immunitario sono collegati non solo attraverso le fibre nervose ma anche tramite un complesso sistema di ormoni e neurotrasmettitori. I soggetti che soffrono di depressione per esempio sperimentano una diminuzione di serotonina e dopamina e un aumento delle endorfine. Tale combinazione agisce sul sistema immunitario deprimendolo e aprendo la strada a infezioni e patologie. Gli ottimisti, invece, mostrano un declino più lento delle difese immunitarie. Risultato in parte dovuto al fatto che le persone positive e fiduciose tendono ad avere stili di vita salutari.”
[https://www.vitaesalute.net/il-cuore-felice/]


L’ottimismo allunga la vita: è scientifico. 

Il segreto della longevità potrebbe nascondersi in un approccio positivo alle vicissitudini dell’esistenza. Vedere il mondo attraverso occhiali rosa sembra essere un fattore protettivo che favorisce il raggiungimento di età ragguardevoli.
La vostra aspirazione è vivere a lungo e in buona salute? Fate il pieno di ottimismo e le probabilità di toccare (e magari superare) quota 85 aumenteranno considerevolmente. Una ricerca pubblicata dalla rivista Proceedings of the Natural Academy of Sciences guidata da Lewina Lee, del dipartimento di Psichiatria della Boston University School of Medicine (Boston, USA) ha effettuato un’analisi su due gruppi di soggetti, già arruolati precedentemente in altrettanti studi, per valutare i loro livelli di ottimismo, tenendo conto delle loro condizioni generali di salute e, in particolare di abitudini di vita come dieta, consumo di alcool e fumo.
Sono entrati a far parte della ricerca quasi 70 mila donne e 1500 uomini, seguiti rispettivamente per 10 e 30 anni. Dopo aver suddiviso i gruppi sulla base dei livelli individuali di ottimismo/pessimismo, testati mediante un questionario che misura i sentimenti individuali verso il futuro, gli scienziati hanno confrontato la durata di vita dei soggetti più positivi con quella dei soggetti tendenzialmente negativi.

UN APPROCCIO CHE PREMIA. È emerso che le donne con un’attitudine positiva verso la vita vivono circa il 15% in più rispetto alle donne che adottano un approccio negativo. Nel caso degli uomini, invece, la vita sembra premiare gli ottimisti con un 11% di durata in più rispetto ai pessimisti. Oltre a ciò, i soggetti più solari mostrano anche una maggior probabilità di toccare, e a volte superare, gli 85 anni. I valori finali sono stati ricavati tenendo conto non solo delle differenze negli stili di vita e delle abitudini personali, ma anche del grado di istruzione, e di patologie quali depressione o malattie croniche.

UN SUGGERIMENTO, NON UNA RISPOSTA. Non è chiaro quali siano i fattori specifici che favoriscono una simile longevità. Se da un lato è possibile che l’ottimismo favorisca uno stile di vita più salutare e più stretti legami sociali, non sembrano essere le uniche vie attraverso le quali esso allunga la vita. Devono esserci anche altri meccanismi in gioco, come una migliore capacità, per chi pensa positivo, di far fronte allo stress: studi precedenti avevano già messo in luce il ruolo dell’ottimismo nel diminuire il rischio di coronaropatie. Ma allora, visto l’aumento globale della vita media, perché non pensare a interventi mirati ad aumentare i livelli di ottimismo, e quindi di benessere, nell’intera società?”
[https://www.focus.it/comportamento/psicologia/perche-essere-ottimisti-e-come-diventarlo-secondo-la-scienza]


Guardiamo il bicchiere:
Mezzo vuoto????

“Cos’è l’ottimismo…L’ottimismo è un’organizzazione relativamente stabile di sentimenti e pensieri, in grado di determinare il rapporto della persona con la realtà, di produrre delle particolari concezioni di sé, e d’influenzare la salute psicologica e fisica. Gli ottimisti tendono ad avere, e a mantenere, aspettative più positive per il proprio futuro rispetto ai pessimisti, e di conseguenza, si sforzano di raggiungere gli obiettivi che si prefissano, e si pongono positivamente nei confronti dell’esperienza. L’ottimismo è in grado di potenziare la motivazione e la perseveranza, aspetti che migliorano l’adattamento delle persone al proprio ambiente.
Rapporto Ottimismo e Salute…L’ottimismo è associato con una migliore qualità della vita, e una minore propensione a sviluppare disturbi sia fisici che psichici. Sul piano comportamentale gli ottimisti fanno un maggior ricorso al supporto sanitario, e in situazioni di necessità riescono ad ottenere più efficacemente il sostegno degli altri. Sul piano biologico gli stati emotivi positivi degli ottimisti, rinforzano il sistema immunitario dell’organismo, rendendolo più resistente alle malattie e più capace di recupero. Ad esempio negli ottimisti, sono state trovare un maggior numero di cellule che migliorano l’immunità per le infezioni virali e il cancro. Pazienti ottimisti con disturbi cardiaci, hanno un minore rischio d’infarto. Le persone ottimiste che subiscono interventi chirurgici, impiegano tempi più brevi per la guarigione, hanno una migliore condizione post-operatoria e la tendenza a tornare più velocemente ai propri ritmi di vita. L’ottimismo contribuisce al benessere psicologico, perché migliora la capacità delle persone ad adattarsi agli eventi stressanti, riduce la depressione, e attenua gli effetti dell’angoscia e dell’ansia.”
[http://www.psicosalute.com/articoli/ottimismo-e-salute]

E voglio concludere con le ultimissime dalla scienza sull’argomento. [https://medicoepaziente.it/2019/lottimismo-fa-bene-alla-salute-del-cuore-e-allunga-la-vita]
L’ottimismo fa bene alla salute del cuore e allunga la vita
Letteratura scientifica internazionale, Medicina News 9 Dicembre 2019 /12 Dicembre 2019 – Alessandro Visca

” L’ottimismo allunga la vita. Per usare un linguaggio più tecnico si può dire che lo stato dell’umore è uno dei fattori di rischio modificabili per eventi cardiovascolari, come l’infarto, oltre che per la mortalità per tutte le cause.” Lo dimostra una ricerca condotta nel dipartimento di Cardiologia del Mount Sinai St. Luke’s Hospital di New York (Usa) e pubblicata su JAMA NetworK Open.
Gli autori concludono che: “I risultati di questo studio suggeriscono che l’ottimismo è associato a un minor rischio di eventi cardiovascolari e mortalità per tutte le cause. Gli studi futuri dovrebbero cercare di definire meglio i meccanismi bio-comportamentali alla base di questa associazione e valutare il potenziale beneficio degli interventi per promuovere l’ottimismo o ridurre il pessimismo.”…

Il pessimismo è associabile alle malattie cardiache. Una conferma del ruolo che le condizioni psicologiche possono avere nella salute del cuore viene da una comunicazione presentata a Filadelfia, a metà novembre, nel corso dell’American Heart Association’s Scientific Sessions 2019.
In questo caso i ricercatori hanno valutato la possibile connessione tra depressione e malattie cardiache non fatali, come insufficienza cardiaca, malattia coronarica, angina, infarto o ictus negli adulti statunitensi di età pari o superiore a 20 anni. Utilizzando questionari sulla depressione compilati nei National Health and Nutrition Examination Surveys (NHANES), sono stati identificati più di 11.000 soggetti con diagnosi di depressione. Di questi, circa 1.200 hanno avuto una diagnosi di malattia cardiaca o ictus.
L’analisi quantitativa ha rivelato un aumento del 24% delle probabilità di sviluppare una malattia cardiaca per ogni livello superiore di depressione, in una scala con i seguenti gradi: lieve, moderata, moderatamente grave o grave. Gli autori precisano che occorrono ulteriori studi per chiarire se sia la depressione a provocare i problemi cardiaci e le malattie cardiovascolari a causare depressione.
In ogni caso, spiega Yosef M. Khan direttore dell’Health Informatics and Analytics dell’American Heart Association. “Comprendendo meglio la relazione tra depressione e patologie cardiache possiamo creare politiche sanitarie e strategie cliniche per affrontare le due condizioni insieme, migliorando la qualità di vita dei pazienti e riducendo il rischio cardiovascolare.”

Riguardiamo il bicchiere. Sono convinta che  il bicchiere ora è mezzo pieno….Ne vale la VITA!!!!!!
Credo di avervi fornito valide ragioni per pensare positivo. Proviamoci!!!
Ricordi tristi: pensiamo ai momenti belli condivisi con chi magari non è più con noi, a quale fortuna sia stata avere una madre, un padre, una compagna che ci ha donato tanto…Non è facile, in taluni casi è molto difficile: ma proviamoci! La tristezza deve lasciare il posto alla gioia che possiamo dare ancora a chi sta vicino a noi, agli insegnamenti, ai valori che possiamo passare ai più giovani, all’esempio di forza a resistere, a credere nella vita che oggi,più che mai, è indispensabile debba esserci  per chi si affaccia alle sfide della VITA.

Questo è il messaggio:

“Guarda alle pietre d’inciampo come a gradini verso le stelle.”
(Denis Waitley)

 

 

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