Cari amici di Cieloacquaterra, voglio condividere con Voi questa bellezza, per poter apprezzare… quanto noi umani non stiamo preservando… e riflettere su, come distruggendo questo, stiamo distruggendo NOI STESSI.

Così scriveva Erich Fromm (1900/1980):
“In nome del progresso, l’uomo sta trasformando il mondo in un luogo fetido e velenoso (e questa è “tutt’altro che” un’immagine simbolica). Sta inquinando l’aria, l’acqua, il suolo, gli animali… e se stesso, al punto che è legittimo domandarsi se, fra un centinaio d’anni, sarà ancora possibile vivere sulla terra.”


Vivo in questa area… apparentemente meno contaminata delle grandi metropoli… APPARENTEMENTE!!!     

“Nella nostra regione aria irrespirabile… Ma il vero  record negativo è stato raggiunto nel Lecchese e in particolare a Merate dove il valore del Pm10 ha toccato 121 microgrammi per metro cubo. La speranza va al cielo e in particolare alle perturbazioni previste per i prossimi giorni… “  

L’ennesimo allarme smog è decisamente preoccupante. Regione Lombardia e la Pianura Padana sono ormai diventati una camera a gas: bisogna ricordare che l’inquinamento è un killer silenzioso perché è proprio in concomitanza di questi picchi che sono a rischio le fasce più deboli e si registrano aumenti nelle morti premature.
[https://giornaledilecco.it/attualita/aria-irrespirabile-a-merate-il-record-negativo-della-lombardia/]

Questo per dire che la splendida alba del video… tra non molto… sarà solo nella memoria di chi ha potuto ancora apprezzarla. E questa è la realtà attuale e in Italia… in forte.. fortissima misura… E in tal senso poche righe dell’ottobre 2019. 

“BRUXELLES – Primo paese dell’Ue per morti premature da biossido di azoto (NO2) e nel gruppo di quelli che sforano sistematicamente i limiti di legge per i principali inquinanti atmosferici è’ l’Italia vista dalle centraline antismog, i cui dati sono stati raccolti e analizzati dall’Agenzia europea per l’ambiente (Aea) nel rapporto annuale sulla qualità dell’aria. Secondo l’analisi dei rilevamenti 2016, la Penisola ha il valore più alto dell’Ue di decessi prematuri per biossido di azoto (NO2, 14.600), ozono (O3, 3000) e il secondo per il particolato fine PM2,5 (58.600). Complessivamente nell’Ue a 28 lo smog è responsabile di 372mila decessi prematuri, in calo dai 391mila del 2015.Le rilevazioni più recenti, datate 2017, vedono le concentrazioni di polveri sottili (PM2,5) più elevate in Italia e sei paesi dell’est (Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Polonia, Romania e Slovacchia). Torino contende a Parigi e Londra il primato di città europea più inquinata da NO2 e, tra le città più piccole, Padova si segnala per l’alta concentrazione media di PM2,5 e PM10. La situazione non migliora nelle aree rurali nazionali, con superamenti dei limiti giornalieri di particolato registrati in sedici delle 27 centraline che hanno rilevato valori irregolari nell’Ue.  Due milioni di italiani vivono in aree, soprattutto la Pianura Padana, dove i limiti Ue per i tre inquinanti principali sono violati sistematicamente.”
[http:/www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2019/10/16]

Chiaro dunque come lo smog sia causa di un numero drammatico di morti premature… ma… non solo…
“Vivere lontano dalle strade principali corrisponde a una migliore salute del cervello, questo è ciò che una nuova ricerca finalmente conferma.
Lo studio ha rilevato che l’esposizione per un lungo periodo a livelli moderati di inquinamento atmosferico, è un male serio per il cervello.
L’inquinamento atmosferico può causare una funzione cognitiva ridotta e “ictus silenziosi “, che sono stati collegati a demenza. Tutto questo si aggiunge ad altre cause di demenza scoperte recentemente.
Lo studio ha anche scoperto che le persone esposte a maggiore inquinamento dell’aria avevano un cervello più piccolo. Altre ricerche hanno stabilito che anche il rischio di ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività) aumenta con l’inquinamento ambientale.

La Dottoressa Elissa Wilker, epidemiologa al Beth Israel Deaconess Medical Center, che ha condotto lo studio, ha detto:
“Questo è uno dei primi studi che misura il rapporto tra inquinamento atmosferico e la struttura del cervello. I nostri risultati suggeriscono che l’inquinamento atmosferico è associato ad effetti insidiosi in materia di invecchiamento cerebrale strutturale, anche in individui che non presentano inizialmente sintomi di demenza.”
Lo studio ha esaminato come la gente viveva lontano dalla strada trafficata più vicina. Sono state anche usate immagini satellitari per calcolare l’esposizione media delle persone alle polveri sottili. Tutti i partecipanti allo studio avevano oltre i 60 anni e non presentavano alcuna forma di demenza o ictus.

Il professor Sudha Seshadri, neurologo presso la Boston University School of Medicine e uno degli autori dello studio, ha spiegato i risultati: 
“Questo studio dimostra che l’aumento di 2 microgrammi per metro cubo di aria (mg / m3) di polveri sottili, provoca in media nei partecipanti che avevano vissuto in aree più inquinate, una diminuzione del volume del cervello pari a chi fosse stato di un anno di vita più vecchio.
Si è riscontrato anche un rischio del 46 per cento più elevato di ictus silenziosi. Questo è preoccupante poiché sappiamo che colpi silenziosi aumentano il rischio di ictus importanti e di sviluppare demenza, oltre che problemi di depressione.  Ora sappiamo con certezza che l’impatto dell’inquinamento atmosferico per periodi lunghi ha un effetto forte sul restringimento del cervello nel corso del tempo, e altri rischi, tra cui ictus e demenza.“ Le particelle di inquinamento possono viaggiare in profondità nei polmoni e la loro presenza è causa di ictus, attacchi di cuore e di altri problemi cardiovascolari

La Dottoressa Elissa Wilker ha detto:   
“Questi risultati sono un passo importante per aiutare a imparare che cosa sta succedendo nel cervello. I meccanismi attraverso i quali l’inquinamento dell’aria può influire sull’invecchiamento del cervello rimangono poco chiari, ma l’infiammazione sistemica derivante dal deposito di polveri sottili nei polmoni è con ogni probabilità una causa importante.“  
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Stroke ( Wilker et al., 2015 ).
[https://www.psicosocial.it/vivere-lontano-da-strade-trafficate-rende-il-cervello-sano/]

E parliamo di uno studio pubblicato nel 2015: da allora la situazione è solo peggiorata…in tutto il pianeta.
“Nuovi dati allarmanti sul famigerato PM 2,5, il particolato atmosferico di diametro inferiore a 2,5 micron. Secondo un nuovo studio longitudinale pubblicato sulla rivista Brain da Diana Younan, della University of Sothern California e colleghi, l’esposizione a lungo termine a questo inquinante contribuisce al declino cognitivo, in particolare per quanto riguarda la memoria episodica, in soggetti di sesso femminile nella terza età. (omissis)… Dopo aggiustamento per molteplici potenziali fattori di confondimento, per ogni incremento interquartile di PM2.5, si è verificata un’accelerazione significativa del tasso di declino cognitivo annuale. Inoltre, è emerso un significativo aumento dei biomarker di Alzheimer rilevati nel sistema nervoso centrale mediante risonanza magnetica. “
[https://medicoepaziente.it/2020/inquinamento-trovata-una-correlazione-tra-particolato-atmosferico-e-declino-cognitivo -20 gennaio 2020].


La VITA o la MORTE della NATURA sono la VITA o la MORTE dell’Essere vivente, che della Natura è parte. Ed essere vivente è l’animale, così come l’uomo: l’unica differenza è che il vero atteggiamento”bestiale” è proprio dell’uomo. Non è una questione politica.. non mi è mai interessata… ma una questione di scelta di SOPRAVVIVENZA.
Ogni suggerimento di alimentazione “sana” pare divenire una beffa.. considerata la qualità dell’aria e delle falde acquifere.
Detossinazione, pulizia intestinale per mantenere un equilibrio di tutte le funzioni: ottime strategie ma… potranno fermare il decadimento a cui con le nostre mani ci siamo votati? 

“La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo altrimenti il pianeta non si salva.”

(Albert Einstein)

“Io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest’ultimo, non preservo me stesso”

(lo scriveva Josè Ortega y Gasset, deceduto nel 1955) 

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