“Un tuffo dove l’acqua è più blu.. niente di più
Ma che disperazione
nasce da una distrazione
era un gioco …”

Mi piace ricordare queste parole di Lucio Battisti (che nella realtà si riferivano a ben altra situazione..di distrazione..!!!), per introdurre all’importanza di prestare qualche attenzione , al fine che un tuffo  sia un meraviglioso gioco e non divenga fonte di preoccupazione, o ancora peggio.
L’estate volge ai suoi ultimi “splendori”,  momenti in cui il godersi il mare diviene ancora più salutare, per i bimbi in particolare. Giugno e settembre sono le stagioni migliori per i bambini: il sole è meno aggressivo, le temperature meno elevate, il passeggiare lungo il mare molto più piacevole, benchè le giornate, purtroppo, si accorcino ed  anche la temperatura dell’acqua tenda a scendere.
Non scende affatto la necessità di porre attenzione a piccole regole, legate all’alimentazione, prima di un bagno, che sia in mare o  in piscina.

Non esistono prove scientifiche che fare il bagno dopo pranzo faccia maleIn tal senso il Medico Pediatra Lucio Piermarini così scriveva “Da sempre sappiamo, perché i nostri genitori ce lo hanno sempre ripetuto, facendoci disperare, che non si deve fare il bagno subito dopo aver mangiato per il pericolo di “congestione”, tanto più se si è mangiato abbondantemente. Niente di più scontato che noi si continui a ripeterlo ai nostri figli e nipoti…. Se andiamo a cercare sulle riviste scientifiche, da banali medici conformisti, non troviamo nemmeno il corrispettivo del termine “congestione”. Una cosa tutta italiana insomma, un po’ come “la cervicale”: ma, direte, si dovrà pur ammettere che se uno si “scofana” poi si possa sentir male; certamente, ma intanto chi lo fa non è quasi mai un bambino e poi, quando accade, il malessere è progressivo e dà tutto il tempo, anche a un bambino, di comunicarlo e uscirsene dall’acqua. I guai capitano quando il malessere è fulminante e l’unica situazione compatibile collegata al bagno è l’impatto brusco sul viso dell’acqua fredda, come ben sanno i tuffatori sportivi che, prima di ogni tuffo, si fanno una preventiva doccia fredda. In questi casi si scatena una violenta reazione nervosa riflessa che rallenta la frequenza cardiaca e abbassa la pressione arteriosa per cui, se il tutto dura più di qualche secondo, il cervello va in blocco e si affoga anche in pochi centimetri di acqua. In pratica se avete intenzione di tuffarvi nell’acqua fredda, basta che vi siate bagnati prima. Tutto qui. E allora? Allora non pensiamoci più e se proprio volete privare i vostri figli di qualche alimento prima di fare il bagno, non fategli bere alcolici; con quelli sì che si annega di più, tutti…”
www.uppa.it/medicina/fisiologia/bagno-mangiato-non-male/

Certamente, se pensiamo all’annegamento, certo che il rischio non è così grande. A mio parere, parlando di situazioni non estreme, il rischio di congestione esiste, soprattutto se la digestione non è conclusa .

I vecchi consigli della nonna non li trascurerei : certo, aspettare le 3 ore dall’aver mangiato, può essere eccessivo..ma dipende da COSA si è mangiato. Sappiamo che non tutti gli alimenti necessitano del medesimo tempo di digestione. Frutta e verdura sono digeribili in circa 30 minuti, i carboidrati in circa un’ora; anche taluni formaggi hanno una digestione piuttosto rapida, ma certe proteine no: digerire una bistecca o del prosciutto necessita sì delle famigerate2/ 3 ore…come minimo. Quindi un panino con un hamburger, sarebbe assolutamente da evitare se si vuole fare un bagno a poca distanza dal pasto.

Non è il bagno in sé ovviamente il nemico della nostra digestione, ma lo sono gli sbalzi termici forti e repentini, dentro ma anche fuori dall’acqua. Ecco perché il rischio di congestione è più alto in estate con il passaggio dal caldo dell’esposizione diretta al sole al gelo dei locali climatizzati, del bagno freddo o di una bevanda ghiacciata….La congestione è un “blocco” della digestione causato da un deflusso del sangue dall’area addominale verso il cervello costretto a “richiamare” sangue per mantenere costante la temperatura corporea alterata a causa dello shock termico. Dopo mangiato, specie se il pasto è stato abbondante, aumenta notevolmente l’afflusso ematico verso lo stomaco per favorire la digestione. Se durante questo processo ci si espone a un improvviso sbalzo termico, l’organismo dirotta il sangue pompato verso le aree cerebrali per mantenere l’equilibrio termico. Questo squilibrio circolatorio causa la congestione, una condizione che si manifesta con uno stato di malessere generale con nausea e talvolta vomito, sudorazione e brividi, dolori addominali, tremore, pallore e senso di svenimento.
A volte si verificano calo di pressione e perdita dei sensi. In rarissimi casi la congestione può portare a un collasso cardiaco. Quando perciò la congestione è improvvisa, fulminante, per esempio dopo un tuffo, bisogna immediatamente chiamare i soccorsi. È in ogni caso importante intervenire subito, soprattutto quando ci si sente male in acqua perché c’è il rischio di non riuscire più a nuotare per tornare a riva…. La congestione può risolversi da sola nel giro di poco tempo (da mezz’ora a tre ore) ma necessita di successivo riposo per permettere all’organismo di riprendersi e tornare in equilibrio. Se la congestione si verifica durante il bagno, la prima cosa da fare è fare uscire dall’acqua la persona colpita e coprirla con un asciugamano facendola distendere con le gambe sollevate. Se c’è stato uno svenimento è meglio recarsi dal medico o al Pronto Soccorso. È necessario che la temperatura corporea si ristabilisca e che il sangue riprenda a circolare normalmente. Quando il paziente si è ripreso, gli si può offrire una bevanda calda, nel caso ne senta il bisogno.
Bisogna però evitare di mangiare, mentre è importante bere a piccoli e frequenti sorsi per evitare la disidratazione.
Stare sdraiati con le gambe un po’ sollevate favorisce l’afflusso di sangue al cuore, mentre un massaggio sull’addome, riscaldando la parte magari con una coperta, ripristina più velocemente l’afflusso ematico verso lo stomaco e distende i muscoli contratti. Dopo qualche ora dalla congestione il malessere sparisce senza lasciare particolari strascichi.”
www.paginemediche.it/benessere/viaggi-e-vacanze/rischio-congestione-in-spiaggia-cosa-fare-e-come-prevenirla?articolo di Mara Pitari

In conclusione, direi che porre attenzione a COSA , QUANTO e QUANDO mangiare, in spiaggia o in piscina, sia fondamentale per adulti e bambini, per godersi i benefici fisici ed emozionali che un bagno o un tuffo apportano al benessere psico-fisico di ognuno di noi.
Non dimentichiamoci che…. “Quando è impegnato a mangiare, il cervello dovrebbe essere il servitore dello stomaco.”( Agatha Christie)

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