…la rosa che risorge dalla tenue
cenere per l’arte dell’alchimia,
la rosa dei persiani e di Ariosto,
quella che sempre sta sola,
quella che sempre è la rosa delle rose,
il giovane fiore platonico,
l’ardente e cieca rosa che non canto,
la rosa irraggiungibile. (Jorge Luis Borges )

CENNI STORICI

La Rosa Damascena viene considerata la regina di tutte le rose, coltivata sin dai tempi antichi e fonte di ispirazione per tanti poeti, pittori e regine. La sua storia risale a più di 5.000 anni fa dove fin da subito ha giocato un ruolo da protagonista, riservandosi un posto ambito e ricercato tra le più grandi civiltà antiche come la Persia, l’Egitto, la Grecia e Roma, dove si narra che una regina egiziana innamorata di questo fiore, spediva gruppi di ricercatori fino in Persia per ricercare e riportarle questo tesoro molto desiderato. Invece, nella mitologia Greca, era il fiore preferito di Afrodite, dea dell’amore e si racconta che anche Achille aveva uno scudo decorato con delle rose. A Roma, invece, i nobili adoravano camminare su strade ricoperte dai petali di rose o riempire le vasche da bagno con petali di rosa per poi immergersi in un lungo profumatissimo bagno esotico ed eccitante.
Un fiore che ha svolto quindi un ruolo fondamentale nell’enfatizzare la vanità, curare la bellezza e migliorare lo stato d’animo, una sorta di droga od elisir di giovinezza, di cui le società elite nella storia non potevano fare a meno.
Per secoli, la Rosa damascena è stata considerata simbolo di bellezza e utilizzata in vari modi: come profumo, estratto di olio, boccioli secchi o acqua di rosa. Fu grazie ad Avicenna, medico persiano, che nel 10° secolo scoprì per primo il processo di distillazione dei petali per scopi medici e curativi, che si ricavò un estratto di acqua distillata e pura dal profumo di rosa damascena. 
Probabilmente nata dall’incrocio tra la Rosa gallica e la Rosa moschata, la rosa di Damasco, città che le ha dato la paternità, pare essere giunta in Europa grazie al Crociato Robert de Brie, che la avrebbe importata dalla Persia all’Europa tra 1254 e 1276. Un’altra versione racconta invece che siano stati i Romani a portarla in Inghilterra, mentre la terza variante descrive la rosa come un regalo fatto dal medico di Enrico VIII, intorno al 1540, al sovrano.
Certo da secoli simbolo di bellezza e amore, è stata investita da un alone mitico grazie al suo particolarissimo profumo.

OLIO ESSENZIALE di ROSA DAMASCENA

proprietà ed utilizzo

Ma oltre a questo mitico alone, al profumo inebriante e ai molteplici usi cosmetici..e non solo…della rosa damascena, vediamo i benefici che l’olio essenziale di Rosa Damascena apporta al benesssere psico-fisico.
In particolare suggerisco l’olio di Pranarom, azienda francese, leader nell’aromaterapia scientifica. Il costo è giustificato dalla serietà e scientificità della produzione Pranarom e, i risultati li ho sperimentati in parecchie situazioni…con oli essenziali differenti, che ho suggerito per disagi alle vie respiratorie o apparato genitale/urinario femminile.
Pranarom, olio essenziale chemiotipizzato di rosa damascena, è distillato dal fiore e costituito da molecole aromatiche di geraniolo, citronellolo, nerolo.
Non c’è limitazione alcuna nell’uso, sempre diluito, di questo olio essenziale raro e prezioso.
Tra le principali proprietà si annoverano quelle di astringente tonico cutaneo ed antidegenarativo; è pertanto indicato in caso di  smagliature, ptosi e rughe. Validissimo supporto anche nella donna in gravidanza…e nel post parto.
Non meno rilevanti sono le proprietà a livello emozionale; riequilibrante emotivo e sessuale, assolutamente indicato in caso di calo del desiderio ed astenia sessuale ma anche di tristezza e malinconia, separazioni affettive e cuore ferito e spezzato.
L’utilizzo suggerito,a seconda dei casi, è per via interna o via esterna.
Ad uso interno si consiglia 1 goccia di olio essenziale in poco miele, al bisogno.
Ad uso esterno si suggerisce di diluire 1 goccia di olio essenziale in 20 gocce di olio vegetale di olio di nocciolo di albicocca e quindi applicare 3 gocce della miscela sul plesso cardiaco e 3 gocce all’interno dei polsi (inalazione secca): operazione da ripetersi a piacere.
E ancora, questo prodigioso olio, sostiene il passaggio nelle cure palliative: in questo triste momento, quando alleviare è unica possibilità, diluire 1 goccia di olio di rosa damascena in 9 gocce di olio vegetale di nocciolo di albicocca e posare 1 goccia della miscela tra il labbro superiore e la narice della persona in fin di vita; l’operazione è da rinnovare 2 volte al giorno. O ancora, massaggiare, in senso antiorario, 3 gocce della miscela sul palmo della mano sinistra.
Olio prodigioso da prima della nascita, quando la futura mamma può utilizzarlo sulla pancia, culla della creatura… e fino alla morte… per rendere il passaggio più lieve.
” Una rosa non ha bisogno di predicare. Si limita a diffondere il proprio profumo.”
(Mahatma Gandhi)

fonti :
http://www.anordestdiche.com/il-profumo-della-rosa-damascena/
https://orticolario.it/la-rosa-damasco/
formazione Aromaterapia scientifica by Pranarom

Facebook
LinkedIn