GAPS – Che cos’è?  Conoscere i disturbi all’origine di molte patologie fisiche e mentali, delle quali sia adulti che bambini, come: autismo, iperattività e deficit dell’attenzione, dislessia, disprassia, depressione, schizofrenia, disturbo bipolare, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo dell ‘alimentazione ed altri ancora.
La Sindrome della Psiche e dell’Intestino è una condizione che determina un rapporto tra le funzioni del sistema digestivo ed il cervello. Questa definizione è stata ideata nel 2004 dalla Dott.ssa Natasha Campbell McBride, Doctor of Medicine, Master of Medical Science in Neurologia, Master of Medical Science in Nutrizione Umana, dopo aver lavorato con di bambini e adulti con disturbi neurologici e psichici come: disordine dello spettro autistico, disordine da iperattività e deficit dell’attenzione (ADHD/ADD), schizofrenia, dislessia, disprassia, depressione, disturbo bipolare ed altre patologie neuro-psichiche e psichiatriche.
Per un’introduzione sulla Sindrome Gap leggete l’articolo della Dott.ssa Campbell McBride (www.gaps.me) di cui riporto lo stralcio che focalizza il problema.
Dott.ssa N. Campbell McBride.

“La quantità e qualità di agenti tossici possono variare grandemente tra individui, ma ciò che accomuna tutti è la disbiosi intestinale. La tossicità prodotta dalla flora patogena è il collegamento diretto tra intestino e cervello ecco perché ho accumulato questi disturbi e gli ho dato un nome: Sindrome dell’Intestino e della Psiche (Sindrome GAP). I bambini e gli adulti GAPS presentano sintomi di autismo, disturbo dell’attenzione e iperattività, disturbo ossessivo-compulsivo, dislessia, disprassia, schizofrenia, depressione, disturbi del sonno, allergie, asma ed eczema in tutte le possibili combinazioni. Qualunque bambino o adulto che accusa difficoltà dell’apprendimento o disturbo neurologici o psichiatrici dovrebbe essere analizzato per accertarne la disbiosi.
La Sindrome dell’intestino del paziente e le sue funzioni cerebrali, un nesso ben conosciuto dai medici e da molto tempo. Il padre della moderna psichiatria, il francese Phillipe Pinel (1745–1828) dopo aver lavorato con malati di mente per molti anni, dichiarò nel 1807: “Il focolaio principale della follia risiede nello stomaco e nell’intestino”. Molto prima di lui Ippocrate (460-370 dC), il padre della moderna medicina, disse: “Tutte le malattie cominciano nello stomaco”. Più impariamo con l’aiuto di strumenti moderni e più ci rendiamo conto quanto abbiamo ragione!”

BENE: ANDIAMO AVANTI…
“Se soffri di disturbi psichici come: difficoltà nell’apprendimento e nel comportamento, autismo, ADHD/ADD, dislessia, disprassia (grave goffaggine), schizofrenia, depressione, disturbi dell’alimentazione, sindrome maniaco-depressiva o disturbo bipolare e disturbo ossessivo compulsivo, sappi che tutte queste condizioni sono sempre accompagnate da un’importante alterazione del microbiota… La stessa condizione di grave disbiosi si riscontra anche in altre patologie, fra cui: le malattie auto-immuni, le malattie metaboliche, l’Alzheimer, il Parkinson. Per riportare il microbiota in una condizione di eubiosi bisognerà agire attraverso una dieta specifica, con l’introduzione di mix batterici ed alcuni integratori naturali e allontanando (il più possibile) tutti i nemici del microbiota. Lavorando su questi aspetti ogni malattia potrà ottenere notevoli miglioramenti e in molti casi regredire completamente.
Un primo indiziosi può ottenere portando l’attenzione al proprio apparato digestivo e a come espleta le sue funzioni. Se dopo aver mangiato si  avvertono gonfiori e crampi addominali, seguiti da produzione di gas intestinale particolarmente maleodorante e/o si è afflitti da intolleranze alimentari, questi sono già segnali di uno squilibrio.
Un altro indizio di disbiosi potrebbe essere rivelato dopo aver osservato le feci. Nel 1997, i medici della clinica universitaria di Bristol in Inghilterra, hanno classificato la forma delle evacuazioni in una tabella. Naturalmente queste si possono presentare anche in altre versione ma la suddetta scala presenta un buon punto di riferimento per individuare le tendenze del proprio microbiota.

Se le tue evacuazioni rientrano in queste ultime tre forme in maniera permanente oppure si alternano con i tipi 1 e 2, puoi interpretarlo come un sintomo di un disturbo al microbiota.
I tipi 3 e 4 sono considerati feci normali, i tipi 1 e 2 indicano stitichezza, i tipi 5, 6 e 7 indicano dissenteria. Se le tue evacuazioni rientrano in queste ultime tre forme in maniera permanente oppure si alternano con i tipi 1 e 2, puoi interpretarlo come un sintomo di un disturbo al microbiota.”

 

 

E ANCORA:
“In presenza di un disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), il Faecalibacterium potrebbe esser un valido marcatore da monitorare considerando l’associazione dimostrata con il grado di severità del disturbo.
È quanto risulta dallo studio condotto da Hai-yin Jiang e colleghi della Zhejiang University, Hangzhou (Cina), di recente pubblicazione su Behavioural Brain Research.
Nonostante sia ormai evidente come esista una comunicazione bidirezionale tra intestino e cervello e di come questa sia implicata nell’eziologia e decorso di numerosi quadri clinici inclusi stati d’ansia o depressivi, ad oggi è ancora poco chiaro come questa interazione si sviluppi all’interno dei “disordini da iperattività e deficit dell’attenzione” o ADHD…. In conclusione in base ai risultati emersi si può dunque affermare come ci siano alcune differenze tra la componente batterica di bambini con ADHD e soggetti sani e di come, fra tutti, Faecalibacterium sia la specie più coinvolta e associata negativamente alla severità della patologia.
Ulteriori studi saranno quindi necessari al fine di confermare le evidenze qui dimostrate e di approfondire le relazioni causa-effetto dei cambiamenti microbiotici in presenza di ADHD.”

QUINDI: “Come intervenire per contrastare le disfunzioni dell’asse intestino cervello”
Come si può dunque intervenire sulle disfunzioni dell’asse intestino cervello per alleviare i sintomi e ripristinare il microbiota dei bambini che sono affetti da queste problematiche?
Occorre valutare e occuparsi innanzitutto dei problemi del tratto digerente. Ogni problema mentale o psicologico (anche degli adulti) si sta dimostrando sempre di più che ha la sua origine nell’intestino, che sia schizofrenia, sindrome bipolare, comportamenti ossessivo-compulsivi, depressioni, ecc…
La dieta in questo caso è uno degli strumenti più efficaci. Tramite ampio l’uso di cibi che contengono o promuovono la produzione di acidi grassi a corta catena, possiamo cominciare ad alterare il microbiota in modo positivo. Inoltre, gli alimenti da inserire e non far mai mancare nella dieta di questi bambini sono numerosi, ed è sicuramente meglio introdurre cibo sano e naturale rispetto a integratori o pillole, spesso utilizzate in quantità eccessive e non necessarie. Ecco cosa non dovrebbe mai mancare nei bambini che soffrono di disfunzioni dell’asse intestino-cervello:
la vitamina A, si può trovare facilmente nell’olio di fegato di merluzzo, dove è facile reperire anche la vitamina D, con la quale crea un binomio perfetto;
gli EPA e DHA, si ottengono principalmente sia dal pesce oleoso, il tuorlo d’uovo e dai grassi animali. Gli organismi dei bambini affetti da disfunzioni dell’asse intestino cervello sono talmente carenti in nutrienti che non sono in grado di convertire queste sostanze dagli acidi grassi, per cui necessitano di grandi dosi soprattutto di grassi animali e olio di pesce piuttosto che da fonti vegetali come l’olio di lino.
La disintossicazione è inoltre un processo fondamentale nel processo di recupero di questi bambini: effettuata in modo naturale e gentile sugli organismi provati dei bambini è un ottima base di partenza per migliorare.
In conclusione, i disturbi dello sviluppo infantili sono frutto dell’era moderna e di un mondo che sta diventando per certi versi sempre più tossico per i nostri organismi e, in particolar modo, per l’intestino. Il nostro modo di vivere spesso non lascia spazio alle cure semplici che si possono trovare in natura, ma ritrovando l’equilibrio, la saggezza e il rispetto per l’ambiente, saremo sicuramente in grado di aiutare anche i bambini nel loro difficile cammino per contrastare le disfunzioni dell’asse intestino-cervello, verso il cambiamento profondo che necessitano per stare meglio”.

Naturalmente fondamentale, come sempre, l’ALIMENTAZIONE! Le influenze dietetiche hanno un forte impatto sulla capacità del bambino di concentrarsi e di elaborare meglio le informazioni . Ottimi cereali integrali, verdure, frutta e carne magra e, naturalmente, pochissimi latticini e tutto ciò che è geneticamente modificato e ha coloranti alimentari e altri additivi. Sempre meglio frutta e verdura biologica, per quanto possibile. Da contenere al massimo gli ZUCCHERI, da cui invece il bambino, in particolare con difficoltà di apprendimento, è particolarmente attratto!
Da raccomandare, ancora come sempre, l’ATTIVITA’ FISICA: uno dei migliori antidoti per lo stress e la frustrazione.
Di aiuto sono da considerare polline d’api e pappa reale
(quest’ultima ricca di vitamine del gruppo B, importanti per lo sviluppo cerebrale).
E, da ultimo, MA NON ULTIMO, ANZI… visto quanto sopra… raccomandato, USO COSTANTE DI PROBIOTICI A CICLI.

COME AIUTARE ANCORA IL BAMBINO? 
1) La kinesiologia applicata è una disciplina di indagine e terapeutica che permette di valutare e di intervenire negli squilibri del corpo a livello strutturale, biochimico e mentale, tramite l’analisi della risposta muscolare mediata da uno stimolo appropriato. Ottimi risultati si ottengono sulla funzionalità del cervello e del sistema nervoso; considerando che il dislessico ha alla base una difficoltà di integrazione tra facoltà dell’emisfero cerebrale destro e facoltà dell’emisfero cerebrale sinistro, queste tecniche mettono a disposizione molti test e modalità di intervento.
Trattamenti kinesiologici, craniosacrali, riflessologia plantare integrata, (ci sono dei punti sul piede denominati appunto “zone del linguaggio”), affidandosi ad un professionista qualificato, possono quindi essere di grande aiuto.

2) La floriterapia  rappresenta un grande aiuto in questi disagi, non certo risolvendoli, ma intervenendo sugli stati d’animo del bambino e aiutandolo a superare le difficoltà che incontra. In lui si instaura uno stato di insicurezza, senso di colpa, depressione, a volte il disagio può essere cosi elevato da creare una chiusura verso l’esterno, come invece a volte può avere reazioni contrarie come fare il “bullo” o il “buffone” in classe per attirare l’attenzione dei compagni.
Sicuramente è davvero un momento problematico fino a che non ci sarà una chiarezza della situazione ma anche l’accettazione della sua “diversità”.

Tra i Fiori di Bach abbiamo un valido abbinamento suggerito dal Dr. Orozco tra Schleranthus e Chestnut Bud che danno quasi sempre un miglioramento nell’apprendimento. A questi si può aggiungere Clematis se il bambino è molto creativo e sognatore, molto dotato di fantasia, si astrae spesso ed è molto portato verso le attività artistiche, fatica a restare concentrato. Osservate come questi fiori evochino APERTURA!!! Ma anche utili per l’insicurezza Larch, Centaury o Cerato, per l’ansia di fare in fretta Impatiens e per quella sorta di maschera che si crea Agrimony, o Olive per la depressione.

Tra i fiori dell’Australian Bush il rimedio elettivo è Bush Fuchsia, uno dei fiore più utilizzati di Ian White che agisce sul coordinamento tra emisfero destro e sinistro rafforzandone la sincronia e rientra nella preparazione del composto “Concentration” che contiene altri interessanti fiori (Sundew, Jacaranda, Paw Paw e Isopogon) che lavorano sull’apprendimento e l’attenzione.

 

Anche nel repertorio californiano (FES) di Patricia Kaminsky e Richard Katz troviamo essenze utilissime per il linguaggio in particolare: Cosmos di grande utilità per armonizzare il pensiero con il linguaggio, aiuta ad esprimersi con coerenza e chiarezza mentre Trumpet Vine facilita la fluidità del discorso, aiutando chi ha problemi di balbuzie evivacizzando l’espressione verbale.

Ribadisco sempre di evitare il “fai da te” : il professionista serio “intuisce” quali essenze sono di aiuto per il bimbo e può preparare pertanto sinergie mirate, che portino “luce” nelle aree di “ombra” e, soprattutto, lavorare, come uso dire, come con la cipolla, partendo dalla superficie ed andando progressivamente, ma lentamente, al profondo.
E ricordiamo sempre che le sinergie floreali, o più semplicemente I FIORI, agiscono molto più velocemente nei bambini che negli adulti e, proprio nei bimbi, abbiamo o migliori risultati!

E che un percorso fiorito possa essere la vita di questi nostri bimbi!


fonti:

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