Dieta mediterranea benefica per la donna in menopausa

La dieta mediterranea ipocalorica ha mostrato risultati promettenti in termini di perdita di peso nelle donne in menopausa, nonché effetti benefici anche sui sintomi vasomotori che spesso si associano in questa fase. Il tema è stato oggetto di una recente review pubblicata su Current opinion in food science. Parla Luigi Barrea, docente di Scienze e tecniche dietetiche applicate presso l’Università telematica Pegaso e nutrizionista del Centro italiano per la cura e il benessere del paziente con obesità presso il dipartimento di Medicina clinica e chirurgia, unità di Endocrinologia, Aou Federico II di Napoli, coordinata da Annamaria Colao.
“Un corretto stile alimentare è uno strumento fondamentale per due ragioni: la prima perché agisce diminuendo il peso corporeo, portando alla riduzione di patologie associate alla menopausa, osteoporosi in primis; la seconda, perché può alleviare i sintomi vasomotori. In particolare, questi ultimi potrebbero essere attenuati da un elevato consumo di fibre, soprattutto integrali, cibi a basso indice glicemico, alimenti ricchi di Omega-3 e da un elevato apporto di alimenti ricchi di triptofano, precursore della melatonina. Incrementare l’utilizzo di questi alimenti potrebbe contribuire non solo alla perdita di peso e della circonferenza della vita, ma anche alla riduzione del rischio di sviluppare comorbidità legate alla menopausa.”


Quali consigli suggerire sul fronte carboidrati?
“Pane e pasta possono essere consumati, ma con moderazione. I carboidrati complessi non devono superare il 50-55% dell’energia totale, preferendo quelli da fonti integrali come grano, riso integrale, avena, orzo e mais. Da limitare, poi, al di sotto del 15% dell’energia giornaliera totale gli alimenti contenenti zuccheri semplici, come i dolci. Il consumo della fibra va incrementato ad almeno 25 g/die per il suo ruolo nell’indurre sazietà e ridurre i livelli di insulina post-prandiali.”
Si sottolinea la necessità di ridurre la carne rossa, al massimo ad una volta ogni 15 giorni e non processata. Si precisa anche che ‘uitilizzo eccessivo di proteine animali, acidifica i tessuti, con danni conseguenti anche sulla struttura ossea. Per quanto riguarda i grassi, si raccomanda l’olio di oliva, ricco in polifenoli. E per i minerali, il Professor Barrea, sottolineando il ruolo primario del calcio, indica quale fonte principale l’ACQUA. Sì, l’acqua, e non i formaggi che, seppure rappresentino una fonte importane di calcio, per il loro contenuto in grassi saturi richiedono un’attenzione particolare nelle quantità da consumare, soprattutto per il rischio di ipercolesterolemia.

E concludo con una massima di Francois de La Rochefoucauld.


fonti :

https://www.paginemediche.it/benessere/alimentazione-e-dieta/alimentazione-varia-sana-ed-equilibrata-la-dieta-mediterranea

https://www.medicoepaziente.it/2020/dieta-mediterranea-per-combattere-fragilita-e-isolamento/

https://www.medicoepaziente.it/2020/malattia-di-parkinson-meno-rischio-per-chi-segue-la-dieta-mediterranea

http://www.nutrientiesupplementi.it/interviste/item/1428-review-conferma-dieta-mediterranea-benefica-per-la-donna-in-menopausa

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