Come avviene per le foglie che in autunno ingialliscono, anche i colori della personalità impallidiscono e si separano dai rami che rimangono più spogli e tristi. Uno stato di aridità, di chiusura in se stessi… come la natura anche l’essere umano diventa più freddo… imbrunisce…
In psicologia si parla di questo “disordine stagionale”come di una vera e propria “sindrome”intendendola non come una patologia ma come “una condizione che procura una riduzione progressiva della performance generali, una sorta di rallentamento delle proprie emozioni, della propria carica vitale e delle espressioni della personalità stessa” (Dottor F. Attorre, psicologo e psicoterapeuta)

Lo specialista asserisce come i fattori stagionali influiscano appunto in maniera importante sul generarsi della condizione ma riconosce altri fattori corresponsabili… ad esempio l’inizio dell’attività lavorativa a pieno regime dopo le vacanze estive, il doversi ritagliare un maggiore spazio intimo tra le mura domestiche rispetto all’elevato grado di libertà sperimentato in estate. Non ultimo, come le temperature, anche le difese immunitarie calano… e questo incide non poco sul tono dell’umore…
Anche in altre stagioni si verificano forte cadute di umore ma certamente l’autunno… è il momento del passaggio della libertà estiva… alla chiusura tra le mura di casa della stagione fredda..
Si saluta il costume… e… si apre l’ombrello!!!!

Il Dottor Attorre identifica nelle persone che soffrono di ansia (anche latente), in coloro i quali necessitano dell’approvazione di altri (soggetti più insicuri), che preferiscono evitare scelte forti, o ancora, in chi conduce una vita monotona, povera di stimolazioni, i soggetti più facilmente soggetti a questo disordine stagionale che contempla una serie di disagi… ansia, insonnia, inappetenza o..fame incontrollabile, stanchezza mattutina, difficoltà di concentrazione..ed altro ancora..
E di seguito ..i consigli dello specialista per vivere al meglio questa trasformazione della NATURA… e adattare il nostro equilibrio corpo/ mente.

-Prendere la vita così com’è, senza risentirne a livello emozionale dei suoi alti e bassi, delle mille sfaccettature con cui si presenta, delle sfide a cui chiama quasi quotidianamente, dei problemi che a diverso modo sa riservarci
-Riempire la nostra giornata di cose belle, di momenti interessanti ed evolutivi, cioè capaci di farci migliorare, di esperienze piacevoli sia per il corpo che per la mente, può sicuramente essere uno strumento per impedire all’umore di scivolare giù.
-Riconoscersi una positiva immagine di sé, un buon tessuto di relazioni, esperienze in grado di gratificarci facendoci sentire importanti. L’umore si nutre di feed back positivi che giungono dalle relazioni, quelle significative: dunque è importante distaccarsi dalle persone cosiddette negative e coltivare relazioni in grado di stimolare in modo positivo la nostra creatività, il nostro entusiasmo, facendoci nascere passioni e idee”.
-È molto importante infine aver cura di sé, del proprio corpo con una attività fisica moderata e momenti di profondo benessere (come le sedute in una spa), e della propria mente, con interessi da coltivare a livello personale, ad esempio la lettura, o passioni da far nascere e grazie alle quali stimolare la fantasia creativa…
Ritagliarsi nell’arco di ogni giornata semplicemente cinque minuti per sé, da dedicare a sé ed al proprio benessere, cinque minuti per stare bene, significa far crescere il picco di benessere dell’umore, mantenendolo ben oltre il livello soglia che può risentire degli agenti destabilizzanti ambientali, garantendogli stabilità.” (PANORAMA -Angelo Piemontese, 29 settembre 2017)

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